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La futura Legge di Emergenza pone fine ai salvataggi gratuiti alle Canarie ed obbligherà i responsabili, al pagamento delle operazioni di emergenza, causate dalla loro negligenza.
Il Governo delle Canarie ha annunciato che la futura Legge di Protezione Civile e di Emergenza, attualmente si trova in fase di elaborazione.
Questa legge includerà un sistema sanzionatorio specifico per i salvataggi derivanti da atti negligenti o imprudenti, soprattutto in situazioni di allerta avvisata.
L’obiettivo è che coloro che mettono a repentaglio la propria vita e quella delle squadre di emergenza si facciano carico dei costi dell’operazione.
La misura risponde alla frequente necessità di mobilitare risorse costose terrestri ed aeree, per incidenti anche gravi, successi in tutte le Isole Canarie.
Il direttore generale delle emergenze sottolinea che questi incidenti avrebbero potuto essere evitati, se fossero state rispettate le norme di sicurezza o gli avvisi di pericolo.
Tuttavia il direttore ribadisce che l’intenzione non è quella di sanzionare gli incidenti accidentali, ma piuttosto gli atti palesemente imprudenti che ignorano gli avvisi di pericolo.
Tra i comportamenti di imprudenza che potrebbero comportare sanzioni ci sono:
- Nuotare quando è esposta una bandiera rossa o è in vigore un avviso di pericolo costiero
- Accedere ad aree costiere o “piscine” chiuse al pubblico per motivi di rischio
- Ignorare avvisi di pericolo e boe
Quanto potrebbe costare il salvataggio in caso di pericolo?
La giunta regionale sottolinea che l’intervento di emergenza non è gratuito, mobilitare un elicottero di soccorso costa almeno 2.000 euro all’ora.
Naturalmente è escluso il personale a terra o il coordinamento delle centrali di emergenza.
Mentre per operazioni più complesse che durano diversi giorni, la spesa pubblica può salire alle stelle.
Identificazione e sanzioni
Fino ad ora, uno dei principali ostacoli alla fatturazione di questi salvataggi era la difficoltà di identificare le persone soccorse.
Questo perché i bagnini non hanno l’autorità di richiedere dati personali a residenti e turisti, presenti nei luoghi di pericolo.
Per porre rimedio a questa situazione, la nuova legge stabilisce che la Polizia delle Canarie sarà responsabile dell’identificazione e della gestione dei casi in cui vi siano prove di negligenza.
Turisti stranieri e campagne di prevenzione
Il Direttore Generale delle Emergenze del Governo delle Canarie ha osservato che molti incidenti si verificano tra i visitatori stranieri, che si trovano in vacanza alle canarie.
Pertanto le autorità stanno collaborando con il Ministero del Turismo per migliorare la diffusione di allerte e messaggi di prevenzione tra turisti e residenti.
La misura mira a ridurre la pressione sui servizi di emergenza dell’arcipelago e a incoraggiare comportamenti più responsabili nelle aree naturali e costiere.

Quando il vento parla ed il oceano avverte
C’è un momento in cui il cielo delle Canarie cambia volto, nonostante la sua bellezza unica in ogni stagione.
Le nuvole corrono veloci, il mare si gonfia di una forza antica, e il vento, che accarezza dolcemente le palme nei giorni di sole, diventa un messaggero urgente.
È allora che dobbiamo fermarci ed ascoltare la natura delle Canarie, rispettarla in tutto il suo incanto.
Le isole galleggianti nell’Atlantico sono meraviglie fragili, scolpite da millenni di onde tempestose e forti raffiche di vento.
Quando arriva un allerta per fenomeni costieri o venti forti, non è un avviso burocratico da ignorare: è la voce dell’esperienza che ci sussurra di fare attenzione.
Anzi è un richiamo che ci obbliga a rispettare la natura selvaggia ed incontaminata, che tanto amiamo ma che può, in un attimo, ricordarci quanto siamo piccoli.
Porre attenzione significa proteggere la nostra vita, quelli che amiamo ed anche chi ogni giorno pone la propria vita in pericolo per fare il proprio dovere.

Le famiglie che vivono vicino alla costa, i pescatori che conoscono ogni scoglio, i bambini che giocano sulle spiagge vulcaniche, tutti meritano di tornare a casa sani e salvi.
Un’onda anomala non distingue tra turista e locale, tra esperto e principiante. Il mare in tempesta non perdona la distrazione.
Significa anche preservare quello che ci circonda: case protette, sentieri costieri evitati quando il vento ulula tra le rocce.
Ogni precauzione presa è un atto d’amore verso queste isole che ci ospitano, verso questa terra di contrasti dove il fuoco e l’acqua hanno danzato per creare bellezza.
E poi c’è qualcosa di più profondo: prestare attenzione è un gesto di umiltà.
Bisogna riconoscere che non possiamo controllare tutto, che la natura ha i suoi ritmi, le sue forze, i suoi momenti di furia necessaria.
E perché no scegliere la saggezza invece dell’orgoglio, la prudenza invece della sfida inutile.
Quando suona un’allerta, ascolta e proteggi te stesso, chi ti sta accanto e chi con tanto sacrificio lavora ogni giorno per assicurare la tua tranquillità.
Perché dopo la tempesta tornerà il sole, il mare si calmerà, e le Canarie brilleranno ancora più belle.
Ma solo se avremo avuto la cura di rispettare il loro potere, di accogliere i loro avvertimenti e di scegliere sempre la vita.
Pubblicato il: 13 Febbraio 2026
Da: Redazione
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